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La Fondazione Natale Ferrario presenta il primo Quaderno: cultura, impresa e territorio al centro di una nuova linea editoriale

La Fondazione Natale Ferrario ha presentato il primo Quaderno della propria linea editoriale, inaugurando un percorso pensato per diventare un appuntamento stabile nel tempo.

Un progetto che nasce con un obiettivo chiaro: creare un ponte tra cultura, impresa, giovani e territorio, nel nome e nella memoria di Natale Ferrario.

Ad aprire l’incontro è stata Enrica Ferrario, fondatrice della Fondazione, che ha ricordato il valore affettivo e simbolico del lavoro già dedicato alla vita e al percorso professionale del padre.

«Il libro dedicato a mio padre, alla sua vita e al suo percorso professionale ha un valore grandissimo per me. Oggi presentiamo invece un libro differente: il primo dei Quaderni della Fondazione, che per noi diventerà un appuntamento costante e regolare».

Natale Ferrario è stato un uomo profondamente legato alle proprie origini, al lavoro, alla musica, alla comunità e al mare. Un imprenditore capace di costruire il proprio cammino con sacrificio, determinazione e visione, partendo molto presto dal mondo del lavoro e arrivando a fondare la sua prima attività a soli diciannove anni.

È proprio da questa storia personale che prende forma la missione della Fondazione: sostenere concretamente giovani meritevoli, capaci e volonterosi.

«Lo scopo principale della Fondazione è quello di sostenere concretamente giovani meritevoli, capaci e volonterosi», ha sottolineato Enrica Ferrario, richiamando il percorso del padre, «costretto ad abbandonare troppo presto la scuola, ma capace, con spirito di sacrificio e molta determinazione, di raggiungere traguardi che forse lui stesso non avrebbe immaginato».

Nel suo intervento, Enrica Ferrario ha ripercorso alcune delle iniziative realizzate negli ultimi mesi: borse di studio destinate a studenti di istituti professionali, progetti legati alla formazione, alla moda, alla musica, alla tradizione gastronomica e alla valorizzazione del territorio.

La Fondazione ha inoltre sostenuto iniziative culturali e sociali, tra cui progetti musicali, attività legate ai conservatori, interventi a favore di strutture ospedaliere pediatriche e collaborazioni con associazioni e realtà del terzo settore.

Un impegno che non si limita alla beneficenza episodica, ma punta a costruire relazioni durature, capaci di generare valore nel tempo.

Il legame con il territorio resta centrale. Enrica Ferrario ha ricordato l’importanza delle comunità a cui Natale Ferrario era affezionato, da Parabiago alla Liguria, dai luoghi della sua vita privata fino alle realtà locali che ancora oggi custodiscono tradizioni, relazioni e memoria.

«Mio padre era molto legato al suo territorio ed era orgoglioso delle sue origini. Anche diventato un uomo di successo, non le ha mai rinnegate. Chi lo ha conosciuto lo sa: amava davvero la sua Parabiago».

In questa prospettiva si inseriscono anche i premi annuali promossi con realtà associative come Rotary e Lions, pensati per mantenere vivo un rapporto concreto con la comunità.

Amedeo Solimano, presidente della Fondazione, ha poi illustrato il senso più profondo della nuova linea editoriale.

I Quaderni non nascono come semplici pubblicazioni, ma come strumenti di continuità. La scelta è quella di produrre contenuti agili, accessibili e scaricabili anche dal sito della Fondazione, evitando strutture editoriali troppo complesse e mantenendo al centro l’efficacia del progetto.

«Abbiamo pensato di editare dei Quaderni e di impostare un programma di cinque o sei uscite all’anno, dedicate soprattutto a giovani impegnati a livello post universitario, operativo o con progetti di vita capaci di raccontare qualcosa di utile a chi legge».

Solimano ha sottolineato un punto decisivo: per garantire lunga vita a una Fondazione non basta avere buone intenzioni. Serve un sistema solido, sostenibile e capace di funzionare nel tempo.

Per questo la Fondazione sta lavorando su un modello che protegga le risorse, eviti dispersioni e consenta alle attività di proseguire anche nel futuro.

«Cerchiamo di fare iniziative che non siano episodiche. Anche quando si fa un’operazione di charity, tendiamo a organizzarla in modo che possa durare nel tempo».

La continuità, in questa visione, non è un dettaglio amministrativo, ma una responsabilità morale verso la memoria di Natale Ferrario e verso chi beneficerà dei progetti della Fondazione.

La linea dei Quaderni si inserisce proprio in questa logica. Ogni pubblicazione dovrà offrire un contributo utile, comprensibile e fondato, mettendo in relazione la Fondazione con il mondo universitario, l’imprenditoria giovanile e il dibattito culturale. 

Il primo Quaderno è firmato da Amedeo Maddaluno, senior advisor della Fondazione e responsabile editoriale.

Nel suo intervento, Maddaluno ha presentato il tema del volume: i settori strategici dell’economia lombarda. Un tema che nasce dal legame profondo tra Natale Ferrario e il mondo dell’impresa, ma anche dalla volontà della Fondazione di contribuire allo studio dell’economia produttiva del territorio.

«Natale Ferrario è stato un uomo di musica ed è stato un imprenditore. Ha dato un contributo importantissimo all’imprenditoria e alla storia dell’impresa lombarda nel secondo dopoguerra».

Da questa consapevolezza nasce il primo Quaderno, dedicato ai settori strategici della manifattura lombarda.

Maddaluno ha spiegato che oggi l’aggettivo “strategico” viene spesso utilizzato con troppa facilità. Ma se tutto viene definito strategico, allora nulla lo è davvero.

«Il termine strategico ormai è come il saluto: non lo si nega più a nessuno. Ma se tutto è strategico, niente è strategico».

Da qui nasce la provocazione del volume: individuare quei settori della manifattura lombarda che possono essere considerati realmente abilitanti, perché permettono ad altri comparti di esistere, produrre e innovare.

«La strategia è identificata in quei settori che permettono a tutti gli altri di esistere, di vivere e di produrre».

Tra i settori analizzati figurano le macchine utensili, eccellenza storica del territorio lombardo e bergamasco, fondamentali per la produzione industriale; i semiconduttori, ormai centrali per l’economia globale; e l’aerospazio, comparto particolarmente rilevante in questo quadrante della Lombardia.

Il testo mantiene un tono discorsivo e accessibile, ma conserva un’impostazione rigorosa.

«Abbiamo cercato di racchiudere queste tematiche in un libro breve, con un tono discorsivo, ma con grafici, numeri e fonti, perché la nostra ambizione era produrre un testo che avesse una sua scientificità».

Il Quaderno è introdotto da Andrea Muratore, giornalista e analista del Centro Studi Strategici Carlo De Cristoforis di Roma, e rappresenta il primo passo di una serie già in costruzione.

Come annunciato durante la presentazione, sono infatti previste nuove pubblicazioni nei prossimi mesi, confermando la volontà della Fondazione di trasformare questa iniziativa in un percorso strutturato.

Con il primo Quaderno, la Fondazione Natale Ferrario non presenta soltanto un nuovo progetto editoriale. Afferma una visione.

La cultura non viene intesa come elemento separato dalla vita economica e sociale, ma come spazio in cui memoria, impresa, formazione e responsabilità possono incontrarsi.

Nel nome di Natale Ferrario, la Fondazione guarda così al futuro con un’idea precisa: sostenere i giovani, valorizzare il territorio, custodire le radici e costruire strumenti capaci di durare.

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