Balneazione, Arpal precisa: «Primi prelievi non rinviabili»

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Intervista esclusiva a Rossella D’Acqui, direttore scientifico di Arpal Liguria

 

Solo la Capitaneria di Porto, per motivi di sicurezza, può rinviare i prelievi già calendarizzati relativi al controllo della qualità delle acque balneabili. Ci sono margini di manovra, invece, per i Comuni, sui secondi prelievi che vengono effettuati entro le 72 ore dai risultati dei primi, qualora questi fossero positivi. Rosella D’Acqui direttore scientifico Arpal Liguria, l’agenzia regionale per l’ambiente che controlla la qualità del mare, è molto chiara in materia di prelievi relativi alla qualità del mare.

 

«Il nostro lavoro –spiega a PortofinoNews – è finalizzato alla tutela della salute pubblica e non a danneggiare i balneari o l’immagine delle località turistiche». D’Acqui ci spiega che la normativa relativa alla balneazione è su tre livelli: regionale, ministeriale ed europea. «Proprio l’Europa è la più attenta a questo tipo di attività: ci controlla con attenzione e ci chiede di presentare tutte le ordinanze dei sindaci emanate per divieti e per revoche, quest’ultime non sempre trasmesse ai nostri uffici. In presenza di valori non conformi, un sindaco dovrebbe firmare il divieto di balneazione altrimenti per l’Europa è inottemperanza alla norma: l’Italia ha già ricevuto un richiamo ufficiale dalla Commissione Europea perché non a tutte le non conformità sono corrisposte ordinanze di divieti di balneazione».

 

D’Acqui torna poi a parlare delle modalità dei prelievi: «La normativa prevede che a marzo venga definito il calendario, documento pubblico e visibile a tutti. Queste date vengono comunicate anche all’Europa, perché la balneazione, come detto, non è solo locale ma ministeriale ed europea.  In questi giorni noi possiamo non fare i prelievi solo per motivi di sicurezza legati all’imbarcazione che li esegue e dobbiamo allegare documentazione con attestati di mare in burrasca o situazioni di perturbazioni che impediscano i prelievi. In questo caso l’Europa ci consente un rinvio di 96 ore. Da notare che se noi non effettuassimo un prelievo già calendarizzato, questo risulterebbe positivo, cioè la zona in questione sarebbe non balneabile. Fatti i campionamenti, nel momento in cui c’è un valore non conforme, deve scattare il divieto di balneazione. Le controanalisi vengono fatte nelle 72 ore: in questa finestra ci sono i tre giorni durante i quali le amministrazioni possono chiederci di intervenire subito o aspettare tutte le 72 ore. Se i valori non conformi sono conseguenza di un inquinamento provvisorio è nell’interesse del Comune chiamarci subito, se il problema è, ad esempio, una condotta fognaria da riparare, in quel caso ci aspettiamo che il sindaco in questione si prenda tutto il tempo prima di effettuare le contro analisi. Ricordiamo che i tempi tecnici dei laboratori impongono comunque un minimo di 48 ore prima di avere i risultati. L’escherichia fiorisce in 24 ore, ma per l’enterococco sono necessari due giorni».

 

Se anche il secondo campionamento fosse positivo, e quindi non conforme, i successivi prelievi avvengono con cadenze settimanali.

 

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