il ristorante Puny chiuso per lutto

Portofino saluta Luigi “Puny” Miroli

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PORTOFINO – L’ultimo saluto a Luigi “Puny” Miroli è stato proprio come lui ha vissuto e lavorato: semplice ma senza lasciare niente al caso; immerso nell’affetto di amici, familiari, personaggi famosi e gente comune tutti sullo stesso piano. Puny se n’è andato sabato 14 ottobre in una clinica genovese a 82 anni vinto da un male che ultimamente lo aveva segnato. Lunedì mattina dopo le 11 il feretro è tornato nella sua Portofino che lo ha salutato alle 15:00 nella chiesa di Divo Martino. Sull’altare cinque sacerdoti: oltre al parroco don Alessandro Giosso, anche l’ex parroco ormai a riposo don Gianni Cogorno, poi il gesuita originario di Portofino padre Francesco Guerello; don Pino De Bernardis – numero uno di Comunione e Liberazione a Chiavari che fu vice parroco a Portofino, e mons. Mario Rollando legato in amicizia con Puny Miroli.

 

«Se Portofino fosse un vascello, oggi saremo a salutare uno dei suo comandanti» ha detto don Giosso nella predica ricordando la figura di Puny ed esortando i presenti “ad andare oltre la morte, altrimenti la cerimonia di oggi sarebbe solo un evento mondano”.

 

E oggi di personaggi noti ce n’erano tanti: a cominciare da Piersilvio Berlusconi: «Porto i saluti e l’abbraccio di mio papà – ha detto ai giornalisti aggiungendo- la morte di Puny è una grave perdita per Portofino e per la mia famiglia”. Addolorata anche Rosanna Armani, sorella di Giorgio: solo poche parole rotte dalla commozione per ricordare un amico e una persona straordinaria. E ancora: Arturo Schwarz, poeta e saggista, l’ex presidente del senato Carlo Scognamiglio, il senatore ligure di Forza Italia Roberto Cassinelli, Cesare di Castelbarco, ex numero uno di Carige, il cantante Memo Remigi, amministratori di Portofino; Santa Margherita Ligure e Rapallo. Ma soprattutto Portofino, tutta Portofino, i suoi collaboratori di oggi e di ieri. La chiesa di Divo Martino era gremita, non si riusciva ad entrare.

 

Sulla porta del ristorante il cartello chiuso per lutto è stato addolcito da una rosa rossa. Altri fiori sono stati adagiati da una mano gentile sui tavolini che si affacciano sulla Piazzetta, quelli dove Luigi “Puny” Miroli accoglieva tutti con un sorriso, con una battuta, e con tanto amore per la sua Portofino che riusciva a trasmettere a re, a cantanti, a politici, a semplici turisti. Se n’è andato un pezzo di Portofino.